Grillus

maggio 28, 2013

“Siete già morti”,
disse il grillino,
con voce tonante,
allo piddino.
Siam quelli buoni,
extra partiti:
fuor dai coglioni,
siete finiti.
Del pidielle
copia voi siete,
(non delle belle):
vi pentirete.
Quest’era il motto
del movimento:
un gran casotto
ogni momento.
Arrivò il botto,
forte e accecante:
uno sberlotto,
pel Grillo sparlante.
L’hanno voluta
(certo non spiace):
testa cocciuta
si dia pace.
V’era il caimano
da sistemare:
stava lontano
a straparlare.

Governo Letta (Enrico)

maggio 1, 2013
Governo Letta
ora ci aspetta.
Qual ‘na saetta
diamo disdetta?
No tanta fretta,
porca pipetta!
Vediam che detta:
se linea retta
o maledetta.
Certo e’ netta,
per nostra setta,
(ognun l’ammetta
ora in diretta),
la scelt’addetta:
solo navetta,
poco diletta,
(tra gente inetta)
per transitare
in qualche mese
questo Paese,
in acque più chiare.

maroni

maggio 1, 2013

Seguendo l’eredita’ formigoniana, dopo gli assessori Maroni sta dunque per nominare, in Regione Lombardia, i “sottosegretari”. Questo termine si usa a livello nazionale per definire i “viceministri”, in pratica. Pur se immagino che lo statuto lombardo (che non ho voglia di andare a compulsare, in questo momento, pur avendo fatto tanto tempo fa il dirigente regionale) abbia debitamente “infiorato” ruolo e funzioni di tali figure, legittimandole, a me le stesse paiono, in ogni caso, piuttosto anomale: non bastavano e bastano gli “assessori”? Non è che magari, adesso, anche qualche sindaco comincia a pensare di aver bisogno egli pure, oltre che degli “assessori”, di “sottosegretari”?
Viva l’Itaglia!

Letta

maggio 1, 2013

Parole d’attualita’ (a seguito dell’insediamento del governo Letta)
di letta, mol letta, bar letta, bicic letta, sa letta, gal letta, bol letta, so letta, trip letta, ca letta, al letta, bur letta, rif letta, pa letta, ri letta, toe letta, zol letta, coto letta, mammo letta, spagno letta E chi più ne ha, più ne metta.

intese

maggio 1, 2013

I cantori delle larghe intese sono prontamente serviti. Il governo e’ già in difficoltà sul tema dell’imposta sulla casa, o come la vogliamo chiamare. Balzello indubbiamente antipatico ma, a quanto pare, riscosso nella più parte dei Paese avanzati. Berlusconi, con il suo coro, ne vuole l’abolizione totale, anche per chi possiede più case o appartamenti, senza precisare bene con che cosa sostituirla. Pronto, si dice, a far cadere il governo se non ottenesse soddisfazione, e ad andare a elezioni con questa bandierina. Eppure, una soluzione seria in argomento era stata trovata, a suo tempo, dall’odiato (dal PDL) Romano Prodi. Evviva!

inciucio!

aprile 28, 2013
“Un governo di larghe intese, forte e duraturo”, e’ dunque l’auspicio di Silvio Berlusconi (addestrato, in argomento, dall’esperienza con Monti?), apparso ragionevole come mai forse gli era capitato, e dichiaratosi primo fan dell’ultimo Napolitano. Il quale ha fatto ovviamente bene a strigliare i partiti – che sono andati a cercarlo col cappello in mano -, indiscutibilmente colpevoli di non a…ver neppure avviato, in questi anni, il percorso di rinnovamento della politica e dei partiti, e mostratisi impotenti nella scelta del nuovo capo dello Stato. Certo è gravissima, in argomento, la responsabilità del Partito democratico e dei suoi troppi “grandi” elettori che, prima, non hanno voluto il presunto “inciucista” Franco Marini e, dopo, neppure l’”antinciucista” per antonomasia (o presunto tale) Romano Prodi. Andrebbero sanzionati pesantemente, i “traditori”, venissero scovati! Certo, non c’è vincolo di mandato, per gli “onorevoli”, ma chi non capisce che vi sono momenti “topici”, che impegnano alla massima responsabilità, non merita la nostra stima. La miserevole figura fatta dal Pd nel suo complesso, nell’occasione, sarà ricordata a lungo. E’ in ogni caso comprensibile che un capo dello Stato denunci quale segno di regressione di tipo politico e culturale “l’orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, e convergenze tra forze diverse”. Ma l’Italia e’ l’Italia, non un Paese “normale”, caro presidente. Intendo dire (consapevole che i grandi opinionisti del Corrierone classificheranno anche il sottoscritto, nel suo piccolo, quale assertore della democrazia “eticista”) che l’anomalia berlusconiana continua a pesare gravemente sulla nostra realtà, impedendone, appunto, l’evoluzione verso la normalità. Basterebbe citare l’ultimissimo episodio dell’“assalto” dei parlamentari Pdl al palazzo di giustizia di Milano in difesa del capo, “martirizzato” dalla magistratura. La questione, certo, è che “Silvio c’è”, pur siffatto, e raccoglie milioni di voti (anche se giocando spesso in modo falloso: la nota lettera sull’ “imu” pervenuta a milioni di anziani -nonchè anche all’ indirizzo di mio padre, morto 38 anni fa- è soltanto un piccolo esempio). Ne è consapevole, in ogni caso, il presidente della Repubblica rieletto, e lo ha da essere (ahimè?) anche il Pd, che pur combatte da venti anni l’uomo di Arcore, senza vincerlo. Un esecutivo, dunque, pur ci vuole, e i “democratici” devono acconsentire. Non possono certo permettersi, del resto, che il nuovo esecutivo appaia come un’invenzione di Giorgio secondo gradita soprattutto a Silvio primo. Tuttavia, poiché il partito (già) di Bersani ha una sua identità difficilmente compatibile con quella del Pdl, e atteso che la gran parte dei suoi aderenti continuano a sostenere, con buona pace dei Galli della Loggia, dei Panebianco, dei Battista, l’opzione antiberlusconiana, a me pare che ipotizzare un governo di lunga durata sia del tutto irrealistico. Interesse del Paese a parte, in ogni caso   conviene a un PD che deve uscire dal marasma scongiurare le elezioni a breve, opzione, questa, non esclusa invece sotto sotto, per comprensibili ragioni, dal “caimano”, nonostante “l’inno alla gioia” cantato in onore di Napolitano. Credo, comunque sia, che il prossimo governo, nonostante i proclami del “portavoce” di Silvio sulla necessità di un impegno totale del partito democratico (giusto come il loro col governo Monti?), finirà con l’essere, di fatto,  un governo del presidente, un governo di scopo, a termine. E lo scopo sarà di: proporre una legge elettorale condivisa (ma la vedo subito dura), approntare una qualche riforma che tocchi anche la questione “costi della politica” (superamento del bicameralismo perfetto e connessa riduzione del numero dei parlamentari, eccetera), e mettere mano a certe misure capaci di dare un po’ di respiro all’economia e al dramma del lavoro. Io credo che sarà  però già difficilissimo accordarsi su quanto sopra. Figuriamoci su altri eventuali temi vuoi ancora istituzionali, quali per esempio una riforma della giustizia (dettata da Silvio?), oppure sociali. Dopo questa esperienza, dunque, tra un anno circa, il nuovo voto, con un PD – sperabilmente ancora vivo e finalmente guarito – e un Pdl contrapposti. Se così, ecco allora che a me pare un poco insensato il duro scontro, interno ai democratici, tra “inciucisti” e “anti”, a proposito, appunto, del nuovo governo.  Per non dimenticare, chiudendo,   le responsabilità dello stesso Monti e, soprattutto, dei cinquestelle, ovvero dei loro capi. In argomento penso tra l’altro che Rodota’ avrebbe dovuto uscire, in qualche misura, dall’ombrello di Grillo. Doveva dire apertamente, cioè, che accettava se ci fosse stato un consenso più’ ampio. Non l’ha mai fatto. Toccava al Pd … telefonargli per primo? Buon Dio: sul web molti lo hanno acclamato quale un nuovo possibile “federatore” (a ottant’anni). Della sinistra. Ma non toccherebbe forse a un “federatore” fare la prima mossa?

Aboliamo le Province (ince, ince)!

aprile 28, 2013
Voce fuori dal coro. Abolire le Province  e’ lo slogan più facile del momento. Le 107 Province italiane sono indubbiamente un assurdo, ma anche nessuna Provincia e’ un assurdo. E la cancellazione totale di tali enti comporterebbe tra l’altro risparmi modesti. Quantomeno  in Lombardia, per esempio, un ente amministrativo intermedio tra la Regione, che ha funzioni prettamente di legislazione e grand…e pianificazione, e 1546 Comuni, ha una sua ragion d’essere. Viceversa, l’ente Regione diventerebbe un moloch troppo potente, dalle competenze confuse, con conseguenti rischi. La dimensione Stato, Regioni, Province, Comuni (o comunque si chiamino questi organismi) e’ del resto tipica della più parte delle democrazie occidentali. Ma lo slogan “aboliamo tout court le Province”, in assenza di altre proposte piu’ consistenti, e’ troppo facile, come detto.

il 25 aprile è morto (Grillo)

aprile 28, 2013
“Fischia il vento, infuria la bufera”
il buon Grillo non vuole più cantar.
Perché della resistenza vera
egli è il nuovo nume tutelar.
“Tutta colpa dell’orrido inciucio
tra piddini e quei dell’altro altar”,
urla, qual italico Confucio.
“E nessun osi giammai replicar!”
Con bei ragionamenti  fini,
al populista, e alla sua staf(fa)
ben ha risposto Laura Boldrini.
Da parte mia, sol un bel “vaffa!”

E’ ben d’uopo.

aprile 17, 2013
È’ ben d’uopo
Il governo di scopo,
ma dura poco.
È solo un fuoco,
Quasi un gioco,
In questo loco.
Fatelo in fretta,
Giungete alla vetta,
(Non tanto netta).
E poi si torni,
In nuovi contorni,
Senza ritorni.
Sinistra e destra
Non stessa minestra:
Io sto alla finestra.

Urge il governo

aprile 17, 2013

Urge il governo,
urla il caimano,
il sempiterno,
verso il Bersano.

“Io sono pronto,
(non lo credete?),
e darò conto
persino in rete”.

Questo Paese,
dice l’Alfano,
e’ alle prese
con lo tsumano,

“Ci salva solo,
mi’opinione,
(e detto al volo)
bell’inciucione”.

Farem accordi
su molte cose.
Bando ai ricordi:
or fiori e rose.

Ci vogliam bene
tutto d’incanto,
Le nostre pene?:
nulla di tanto.

Tutto cambiamo,
d’or in avanti:
basta: annamo!,
noi tutti quanti.

Società giusta,
sanza porcate,
molto ci gusta,
se ascoltate.

No corruzione,
no tanti sprechi.
L’occupazione
speriam ci rechi.

Sinistr’eddestra
unite tutte;
noi alla finestra
le pensiam tutte,

Qualche dubbietto
che ‘sta fusione
Porti effetto?
E’ discussione.


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