Referendum

Il moderatismo politico d’impronta ciellina che distingue “Avvenire” ha spinto il giornale a pubblicare un pezzo di Sergio Soave sulla questione referendum, la cui conclusione sostanziale è: “non andiamo a votare”. Precisamente la linea, guarda caso, di Roberto Formigoni, diversa da quella di un’altra parte importante di mondo cattolico, che invece spinge per non disertare le urne (e per esprimersi, prevalentemente, per il SI’). La motivazione dell’editorialista (che poi è quella classica del centrodestra, per l’occasione) è che su materie così complesse e controverse, il nucleare in particolare, è bene che sia il Parlamento a decidere, perchè una scelta “emotiva” è sbagliata. Ovviamente v’è un parte di verità, in tale affermazione, la quale sottovaluta però il fatto che le “emozioni” sono anche un valore, nella vita, e che, via!, c’è pure una quantità significativa di elettori che è ben informata (nonostante i tentativi dei “media” governativi di mettere il silenziatore alla vicenda), e voterà con piena cognizione di causa. Ciò che tuttavia meno convince, nelle affermazioni di Soave, è l’ improvviso, diciamo così, tentativo di rivalutare il ruolo di un Parlamento che, soprattutto per responsabilità di Berlusconi, oltre ad essersi trasformato in una congrega di semplici “nominati”, e non di “eletti”, giusto sui temi più significativi per il paese funziona da semplice camera di registrazione di “voti di fiducia” (che impediscono ogni serio dibattito) al governo del “Capo” e della sua maggioranza, quali che siano gli argomenti sul tappeto. Ma c’è di più: l’invito del presidente della Regione Lombardia, oltre a tutto opposto a quello del Capo dello Stato, ha anche, evidentemente, una connotazione “politica”, pur se molti si affannano, non solo a destra, a dichiarare che di mezzo c’è soltanto il “merito” dei quesiti, non altro. se passano i referendum su acqua e nucleare, tanto più dopo i goffi tentativi del governo di bloccarli, e se passasse persino quello, ben noto, che attiene come sappiamo a questioni del primo ministro in particolare (e che era il vero obiettivo dei tentativi ostruzionistici), la fine di Silvio sarebbe ovviamente accelerata.

VINCENZO ORTOLINA

Una Risposta a “Referendum”

  1. Fabio Calsamiglia Dice:

    Sono convinto che gli Italiani non si lasceranno sfuggire l’occasione di dire la loro su argomenti cosi’ importanti e in un momento cosi’ importante!
    Certo… andare a votare ti occupa una, due ore della tua giornata… e sappiamo quanto il tempo a disposizione per le nostre cose, per la nostra famiglia sia sempre troppo poco!
    Ma andare a votare domenica vuol dire veler bene a noi stessi, alle nostre famiglie e alle future generazioni !
    Non lasciamo che le cose importanti vengano decise da altri per noi, spesso in base ai loro interessi che raramente coincidono con gli interessi di tutti!
    Per cui andare a votare domenica vuole soprattutto dire:
    “Decido anche io, non solo tu !!”

    Fabio

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