Lega e IMU

aprile 29, 2012

Aver tolto l’ici (ridotta, sulla prima casa, dal governo Prodi) e’ stata una scelta poco responsabile dell’esecutivo berlusconiano-leghista. Ora arriva (necessariamente?) l’imu, imposta pesante e antipatica. Proclamare pero’, come fa la Lega neomaroniana, che i sindaci leghisti difenderanno i cittadini che non vorranno pagarla e’ atto semplicemente “sovversivo”, non certo giustificato dalla voglia ‘padana’ di rifarsi una verginità.

Il “Celeste” (Formigoni)

aprile 26, 2012

“Il Celeste e’ nervosetto per tutto quanto viene detto su viaggi e ricevute (queste invero ormai perdute), e a riguardo, io non so, di un certo, tal Dacco’. Toglie allora ben la voce, e le fa faccia feroce, a una donna giornalista, e le nega l’intervista. E organizza immantinente, giusto in mezzo a tanta gente, una sua gran lezione su come far televisione. Sempre sempre sorprendente, il nostro caro presidente”.

Foeura Da(c)cò (dialetto milanese per “fuori di testa”)

aprile 20, 2012
Illuminante l’amarissima lettera della moglie di Antonio  Simone, ciellina della “prima ora”, al Corrriere di oggi: “Formigoni non può affermare che ‘conoscevo Daccò da molti anni ma non ha mai avuto rapporti direttamente con me, ma con l’assessorato ‘ “. Fermo restando che, comunque sia, la domanda è: perchè mai ci voleva un “faccendiere” per ottenere dalla Regione quello che dovrebbe essere semplicemente dovuto agli enti convenzionati in base  alle norme e agli accordi, che non possono essere che “pubblici”. E poi: è “inaccettabile la spiegazione a riguardo della presenza della Minetti nella sua lista”. E: “….lo spettacolo dei suoi rapporti con Daccò è sotto gli occhi dei molti chef d’alto bordo dove regolarmente veniva nutrito a spese di Daccò stesso….”. Eccetera , eccetera. Due considerazionane inevitabili: 1) dopo un tale “missile”, riuscirà ancora a “resistere” al suo posto,  il “celeste”? 2) Cielle, perlomeno nella sua dimensione politica, è morta? J hope so!

Duri e puri

aprile 20, 2012
L’altro giorno, in TV, il Cota ha rivendicato con forza l’azione di “pulizia” che la Lega Nord sta facendo al suo interno, segnalando quasi quale gesto eroico il passo “indietro” (ma per ora è stato soltanto un passo “a lato” –in attesa della vendetta finale di Maroni?-, come noto) dell’Umberto, e ricordando che soltanto loro, non altri partiti pure coinvolti in vicende giudiziarie, hanno avuto il… coraggio di mettere in discussione, nientemeno, il “grande capo”. Il “poveretto” (lo dico quasi con simpatia) evidentemente non si rende conto che la vicenda che ha riguardato “the (Bossi’s) family”, a partire dall’azione sfacciatamente nepotistica pro Renzo, è troppo (negativamente) singolare, troppo unica, troppo imparagonabile a qualsiasi altra, per non esigere quell’intervento “minimale”.  Se poi si aggiunge il “filone d’oro” e diamantifero della vicenda leghista, mi pare evidente che la nemesi ha tirato un brutto scherzo ai “padani”, una volta giustizialisti “duri e puri”.

Generosità

aprile 16, 2012

L’avvocato Ghedini e i recenti, robusti bonifici di Berlusconi alla Minetti omputata nel processo che sappiamo: ‘generosità lecita. Fatta in totale trasparenza’. Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! O se vogliamo: ‘ma quanto e’ buono, Cavaliere!’

simonìa

aprile 16, 2012

Fondazione Maugeri e arresti di ieri: comportamenti “simoniaci” da parte del mondo “catto-ciellino”?

Smemores

aprile 16, 2012

A leggere i giornali, la vicenda “Fondazione Maugeri” appare di una complessità e di una gravità enormi. Il Presidente della Regione Lombardia è però tranquillo, o almeno tale cerca di apparire, e si sta occupando del “rimpasto” della sua giunta per …rilanciarsi. D’altronde, probabilmente, i nomi di Daccò, Simone, Passerino, e via discorrendo, non gli dicono nulla. “S…memores Domini”?

Finanziamento partiti

aprile 16, 2012
Il delicatissimo tema del finanziamento dei partiti politici è, detto forse persin banalmente, di scottante attualità. Certo è scioccante scoprire che le norme in vigore in materia non hanno impedito (o hanno addirittura favorito) gli “scempi” che sappiamo. Soldi non rendicontati se non in minima parte, utilizzati in grande quantità per spese assolutamente improprie, e via …. disc(o) orrendo. So…no mancati totalmente, cioè, i controlli, a quanto pare, fermo restando che gli stessi parametri usati per distribuire i contributi statali sono probabilmente alquanto discutibili. Gli “scandali” che emergono in proposito mettono ovviamente il vento in poppa ai molti (ivi compresa indubbiamente, credo, la grande maggioranza dei cittadini) che chiedono che venga abolita qualsiasi forma di finanziamento di tale natura.  Primeggiano, nell’arena politica, i “populisti”, a partire da quella Lega Nord che, a quanto pare ha molto da farsi perdonare, ma ricomprendendovi anche il buon Di Pietro, non infrequentemente avvezzo  (mi perdonino gli IDVisti) a “sparate”, appunto “populiste”. Osare dissentire, naturalmente, non rende simpatici, ma tant’è. In argomento, stasera, lo stesso Formigoni, al TG3, se non ho ascoltato male, ha proclamato la necessità di chiudere i “rubinetti” del finanziamento pubblico. I partiti dovrebbero sostenersi, dunque, grazie ai contributi di soci e simpatizzanti, e alle elargizioni private. Ma proprio le “nuove” vicende che stanno tenendo banco sui giornali in questo giorni a riguardo di personaggi che il presidente lombardo credo abbia quantomeno conosciuto (“amici di CL”, dicono tutti i Tiggi), e altre simili di tempi precedenti, suggeriscono prudenza, prima di cassare definitivamente i contributi statali ai partiti. Perchè l’alternativa non è rassicurante. Ha fatto pertanto bene Bersani a segnalare, a Cortona, il rischio di una dipendenza dei partiti da finanziatori, diciamo, “strani”, a quel punto. Certo, il peggio sarebbe mantenere in vita entrambi i …canali di finanziamento.

Cerchio magico

aprile 9, 2012

“Bossi non sapeva”, dice l’onorevole Castelli, solidale con il Capo. Il quale ultimo controllava dunque poco, troppo poco, “the family”, è il conseguente, inevitabile commento. Colpa dell’accidente del 2004 che l’ha gravemente menomato, é la giustificazione compiacente di parte degli stessi ‘media’. Nessuno dei quali si spinge peraltro a considerare che, forse, in quella situazione, all’Umberto sarebbe convenuto, come avrebbe fatto probabilmente una qualunque persona “normale”, fare un “passo indietro”. Ma un partito costruito intorno alla figura del “grande capo carismatico”, e dedito a celebrarne quotidianamente il culto, non se la poteva permettere, una tale scelta. La conseguenza, a quel punto, è sotto i nostri occhi: alla Lega Nord sono ascritti dai magistrati comportamenti, tutti da accertare, che, se riscontrati, farebbero di questo partito uno dei più indecenti, politicamente parlando, della cosiddetta seconda repubblica. Siamo allora di fronte a una nemesi davvero incredibile, per un partito “rivoluzionario”, anti-sistema, creato per “fare pulizia”. “Rubano!”, è il titolo dei manifesti leghisti, non certo riferiti a sé stessi, che, ironia della sorte, tappezzano oggi l’intero Nord del Paese. Orbene: già fece scalpore, nelle coscienze democraticamente sensibili, la scelta “nepotista” dell’Umberto di imporre il “trota” al consiglio regionale lombardo. Roba che non accadeva forse neppure, in maniera così sfacciata, ai tempi della cosiddetta, vituperata, “prima repubblica”. Adesso, però, si scopre che c’è di peggio, secondo i magistrati. E’ comprensibile, naturalmente, l’intronata reazione dei militanti “lumbard”: per loro, il partito non ha a che fare con Rosy Mauro e relativo “boy friend” (ma davvero costui ha un contratto col Senato, buon Dio?), e lo stesso, sopra evocato, Renzo, che di cognome pur fa Bossi, e che è stato subito, peraltro, “sacrificato”, rappresenterebbe, a loro dire, un corpo quasi estraneo al “movimento”. Che ovviamente è molto di più della “famiglia”. Peccato, però, che, oggi, il quesito è, precisamente: ma può sopravvivere un partito “Lega Nord” deprivato di Bossi senior? Auguri (affatto entusiastici, peraltro) a Roberto Maroni, in argomento!

La situazione porta, in ogni caso, a riflettere, e a fare un bilancio storico dell’intera vicenda leghista, originatasi con l’obiettivo di rappresentare e tutelare “gli interessi” del Nord.  Ma questa porzione del Paese, nella sua dimensione perlomeno più matura, è necessariamente aperta, solidarista, filoeuropea, universalista, verrebbe persino da dire. L’opposto, perciò, della visione “padana”. I “bossiani” hanno dunque rappresentato e rappresentano, di fatto, la parte più retriva dell’alta Italia, quella che non riesce a comprendere che lo sviluppo non si realizza chiudendosi nel proprio orticello, che le “tasse” (certo eccessive, oggi) potrebbero diventare uno strumento di perequazione sociale, che gli immigrati potrebbero rappresentare una risorsa, che l’autonomismo, infine, va bene se non perde di vista l’orizzonte “solidale” del Paese. E che oggi c’è bisogno di un governo sempre meno localistico, di un “plus” di Europa, non di “meno”, per affrontare le crisi che sappiamo. E’ comunque sul “concreto” che la Lega Nord “di governo” (tale lo è stata per molti anni, pur se ora finge di dimenticarsi) va giudicata: il resoconto, in proposito, a me pare complessivamente negativo. Sugli stessi obiettivi-bandiera, pur declamati a ogni piè sospinto. E’ in ragione di ciò che non piangerò, lo dico senza ritenermi cinico, se le ultime vicende dovessero assestare un colpo definitivo al partito di Bossi. Il quale ultimo, con buona pace dei buoni catto-leghisti, non credo possa essere paragonato, come pure ha fatto qualche sua “fedele” tenendo conto del giorno nel quale si è dimesso da segretario del partito, al Gesù Cristo tradito il giovedì santo.

 

RUBANO!

aprile 5, 2012
Certo, è una piccola nemesi storica: proprio in questi giorni il Nord è tappezzato di manifesti della Lega che titolano: RUBANO! Certo, le notizie in progress portano a considerare che difficilmente siamo di fronte a un “fumus persecutionis” provocato dai magistrati; certo che i fatti su cui si sta indagando, se dimostrati, risulteranno tra i più “antipatici” della lunga storia di “ruberie” da parte della politica; e che questo capiti ai ai “nordisti” è davverfo emblematico; certo, è assurdo che sia stato previsto normativamente un finanziamento pubblico così “incontrollato”: pare che su due miliardi di euro erogati negli ultimi anni ne siano stati rendicontati, dai partiti (vivi o morti che siano) soltanto 500 mila. Sono allora responsabili tutti coloro che hanno approvato, in argomento, leggi che non prevedevano precise modalità e procedure di spesa e di controllo. Certo che, per uno come me, tuttora convinto dell’assoluta necessità di un “serio” finanziamento dei partiti da parte dello Stato (ad impedire che la “politica” sia appannaggio esclusivo dei “miliardari”, com’è prevalentemente in USA), le vicende degli ultimi mesi rappresentano un colpo durissimo.

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