Aver tolto l’ici (ridotta, sulla prima casa, dal governo Prodi) e’ stata una scelta poco responsabile dell’esecutivo berlusconiano-leghista. Ora arriva (necessariamente?) l’imu, imposta pesante e antipatica. Proclamare pero’, come fa la Lega neomaroniana, che i sindaci leghisti difenderanno i cittadini che non vorranno pagarla e’ atto semplicemente “sovversivo”, non certo giustificato dalla voglia ‘padana’ di rifarsi una verginità.
Lega e IMU
aprile 29, 2012Il “Celeste” (Formigoni)
aprile 26, 2012“Il Celeste e’ nervosetto per tutto quanto viene detto su viaggi e ricevute (queste invero ormai perdute), e a riguardo, io non so, di un certo, tal Dacco’. Toglie allora ben la voce, e le fa faccia feroce, a una donna giornalista, e le nega l’intervista. E organizza immantinente, giusto in mezzo a tanta gente, una sua gran lezione su come far televisione. Sempre sempre sorprendente, il nostro caro presidente”.
Foeura Da(c)cò (dialetto milanese per “fuori di testa”)
aprile 20, 2012Duri e puri
aprile 20, 2012Generosità
aprile 16, 2012L’avvocato Ghedini e i recenti, robusti bonifici di Berlusconi alla Minetti omputata nel processo che sappiamo: ‘generosità lecita. Fatta in totale trasparenza’. Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! O se vogliamo: ‘ma quanto e’ buono, Cavaliere!’
simonìa
aprile 16, 2012Fondazione Maugeri e arresti di ieri: comportamenti “simoniaci” da parte del mondo “catto-ciellino”?
Smemores
aprile 16, 2012A leggere i giornali, la vicenda “Fondazione Maugeri” appare di una complessità e di una gravità enormi. Il Presidente della Regione Lombardia è però tranquillo, o almeno tale cerca di apparire, e si sta occupando del “rimpasto” della sua giunta per …rilanciarsi. D’altronde, probabilmente, i nomi di Daccò, Simone, Passerino, e via discorrendo, non gli dicono nulla. “S…memores Domini”?
Finanziamento partiti
aprile 16, 2012Cerchio magico
aprile 9, 2012“Bossi non sapeva”, dice l’onorevole Castelli, solidale con il Capo. Il quale ultimo controllava dunque poco, troppo poco, “the family”, è il conseguente, inevitabile commento. Colpa dell’accidente del 2004 che l’ha gravemente menomato, é la giustificazione compiacente di parte degli stessi ‘media’. Nessuno dei quali si spinge peraltro a considerare che, forse, in quella situazione, all’Umberto sarebbe convenuto, come avrebbe fatto probabilmente una qualunque persona “normale”, fare un “passo indietro”. Ma un partito costruito intorno alla figura del “grande capo carismatico”, e dedito a celebrarne quotidianamente il culto, non se la poteva permettere, una tale scelta. La conseguenza, a quel punto, è sotto i nostri occhi: alla Lega Nord sono ascritti dai magistrati comportamenti, tutti da accertare, che, se riscontrati, farebbero di questo partito uno dei più indecenti, politicamente parlando, della cosiddetta seconda repubblica. Siamo allora di fronte a una nemesi davvero incredibile, per un partito “rivoluzionario”, anti-sistema, creato per “fare pulizia”. “Rubano!”, è il titolo dei manifesti leghisti, non certo riferiti a sé stessi, che, ironia della sorte, tappezzano oggi l’intero Nord del Paese. Orbene: già fece scalpore, nelle coscienze democraticamente sensibili, la scelta “nepotista” dell’Umberto di imporre il “trota” al consiglio regionale lombardo. Roba che non accadeva forse neppure, in maniera così sfacciata, ai tempi della cosiddetta, vituperata, “prima repubblica”. Adesso, però, si scopre che c’è di peggio, secondo i magistrati. E’ comprensibile, naturalmente, l’intronata reazione dei militanti “lumbard”: per loro, il partito non ha a che fare con Rosy Mauro e relativo “boy friend” (ma davvero costui ha un contratto col Senato, buon Dio?), e lo stesso, sopra evocato, Renzo, che di cognome pur fa Bossi, e che è stato subito, peraltro, “sacrificato”, rappresenterebbe, a loro dire, un corpo quasi estraneo al “movimento”. Che ovviamente è molto di più della “famiglia”. Peccato, però, che, oggi, il quesito è, precisamente: ma può sopravvivere un partito “Lega Nord” deprivato di Bossi senior? Auguri (affatto entusiastici, peraltro) a Roberto Maroni, in argomento!
La situazione porta, in ogni caso, a riflettere, e a fare un bilancio storico dell’intera vicenda leghista, originatasi con l’obiettivo di rappresentare e tutelare “gli interessi” del Nord. Ma questa porzione del Paese, nella sua dimensione perlomeno più matura, è necessariamente aperta, solidarista, filoeuropea, universalista, verrebbe persino da dire. L’opposto, perciò, della visione “padana”. I “bossiani” hanno dunque rappresentato e rappresentano, di fatto, la parte più retriva dell’alta Italia, quella che non riesce a comprendere che lo sviluppo non si realizza chiudendosi nel proprio orticello, che le “tasse” (certo eccessive, oggi) potrebbero diventare uno strumento di perequazione sociale, che gli immigrati potrebbero rappresentare una risorsa, che l’autonomismo, infine, va bene se non perde di vista l’orizzonte “solidale” del Paese. E che oggi c’è bisogno di un governo sempre meno localistico, di un “plus” di Europa, non di “meno”, per affrontare le crisi che sappiamo. E’ comunque sul “concreto” che la Lega Nord “di governo” (tale lo è stata per molti anni, pur se ora finge di dimenticarsi) va giudicata: il resoconto, in proposito, a me pare complessivamente negativo. Sugli stessi obiettivi-bandiera, pur declamati a ogni piè sospinto. E’ in ragione di ciò che non piangerò, lo dico senza ritenermi cinico, se le ultime vicende dovessero assestare un colpo definitivo al partito di Bossi. Il quale ultimo, con buona pace dei buoni catto-leghisti, non credo possa essere paragonato, come pure ha fatto qualche sua “fedele” tenendo conto del giorno nel quale si è dimesso da segretario del partito, al Gesù Cristo tradito il giovedì santo.